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mercoledì 13 luglio 2011

Riassunti commedie di Plauto

Ecco dei riassunti brevi per le commedie di Plauto.

Mostellaria “la commedia del fantasma” mentre un ricco mercante di Atene è assente per affari suo figlio si indebita e si da alla pazza gioia a causa dell’amore per una cortigiana. Il padre torna improvvisamente dal viaggio, ma il servo del figlio tiene il padre lontano dalla casa in cui il giovane sta banchettando, inventa che la casa è infestata da fantasmi. Dopo molti equivoci il padre scopre il figlio, ma lo perdona.

venerdì 25 settembre 2009

Le Georgiche

Le Georgiche sono la seconda opera virgiliana. Gheòrgos = contadino. Furono scritte tra il 38 e il 29 a.C (32 anni, piena maturità di Virgilio) dopo che Virgilio entrò nel circolo di Mecenate (Virgilio, Orazio, Properzio, Tito Livio..)

Le Georgiche sono un poema didascalico con funzione di apprendimento (inavvertito, nascosto, indiretto)
La poesia didascalica deriva dall’ellenismo. Nicambro fu il poeta greco modello di Virgilio.

Le Georgiche sono composte da 4 libri.
Nei primi due si parla dell’agricoltura: nel primo della coltivazione dei cereali e della frutta, nel secondo delle colture pregiate quali quella dell’olivo e della vite.
Nel terzo e nel quarto libro l’argomento è l’allevamento, prima degli ovini (capre e pecore. Era l’allevamento più importante perché praticabile quasi ovunque e perché forniva materia prima per i tessuti), poi dei bovini (animali più vicini agli dei, utilizzati nei sacrifici).

Titolo originale:
· Georgicon Libri IV (alla greca);
· Georgica Carmina Libri IV (alla latina). Carmina = Canti

Le Georgiche non sono manuali di agricoltura. Fingendo di parlare di agricoltura Virgilio ci invita ad apprezzare il mondo modellato dall’uomo. Esalta la famiglia ed è un’opera dal contenuto sacro.

Mecenate è ricordato in tutti i 4 libri non solo come dedicatario ma anche come ispiratore dell’opera stessa.

Mos Maiorum: etica classica dei latini (=costume dei padri)
Nella religione latina prevale l’aspetto dell’indifferenza sull’intolleranza.

giovedì 24 settembre 2009

Publio Virgilio Marone - Biografia


Publius Virgilius Maro – Publio Virgilio Marone (Publius: nome romano, Virgilius: dall’etrusco).
Nasce nel 70 a.C. vicino a Mantova da una famiglia di medi proprietari terrieri. Studiò lettere greche e latine, matematica e medicina prima a Cremona, poi a Milano, ed infine a Roma. A Napoli studia filosofia ed in particolare i concetti di Epicuro. Lì conosce importanti personaggi del campo politico ed artistico (tra cui Orazio).

Vive durante l’ultima fase delle guerre civili. Da queste viene toccato direttamente: con la redistribuzione delle terre ai veterani, alla sua famiglia vengono confiscati i possedimenti. Da lì si trasferirono tutti a Napoli.

Ottaviano Augusto al termine delle guerre civili per ricompattare Roma si appoggia a Mecenate: un ricco politico dell’aristocrazia discendente da un Re Etrusco.

Mecenate sceglie Virgilio e altri 3 provinciali:

· Publio Virgilio Maro - Mantova
· Quinto Orazio Flacco - Potenza
· Sesto Properzio - Assisi
· Tito Livio – Padova

Virgilio scrive opere giovanili che non pubblica, ma che probabilmente vengono lette da Mecenate:
· Culex (la zanzara)
· Bucoliche (bucolos = pastore) 10 composizioni in esametro (6 accenti) dattilico. Fingendo di parlare di pastori e di un luogo mitico (Arcadia in Grecia) Virgilio con raffinatezza parla di Amore (amori omofiliaci) parla di sentimento, non di sesso, amori alla greca.
· Georgiche (=opere degli agricoltori) Virgilio impiega 7 anni a scriverle, sono le opere che lo han reso famoso.